Ad Ostia la sez. Berlinguer lascia Sinistra Italiana Un centinaio di iscritti, decine di iniziative sul territorio, proseguirà senza un partito

Ad Ostia la sinistra vive nuove contraddizioni. Il circolo di Sinistra Italiana appena costituito qualche mese fa si trova di fronte a difficoltà con gli apparati politici mentre continua ad avere un largo seguito tra le persone e i cittadini.

Abbiamo ricevuto un loro documento che descrive le contraddizioni di questo momento della vita politica italiana e della difficoltà a far pesare opinioni diverse da quelle di chi è all’interno degli apparati. Cercheremo di seguire queste storie di cittadini che cercano sponde nei partiti, di cambiamento dei partiti stessi e di nuovi modi di far politica ed intervenire per superare questa lunga, infinita crisi che colpisce il nostro sistema democratico.

Carissime compagne e Carissimi compagni,
non possiamo dire di non averci provato. Eravamo pieni di entusiasmo e voglia di offrire il nostro contributo per la creazione di un nuovo partito di Sinistra che avesse come spirito orientativo il mantenimento dei valori storici ma allo stesso tempo una forte caratterizzazione di novità. D’altra parte per parlare ai cittadini, per abbattere il muro della diffidenza creatasi nei confronti del mondo della politica, c’è bisogno di assimilare gli errori passati e promuovere nuove leve in grado di attrarre vecchi e nuovi mondi che si sono distaccati dalla politica.
Ci abbiamo provato, ingoiando tutti quei segnali che dall’inizio ci hanno insospettito. Ci abbiamo provato cercando di costruire dal basso, soprattutto nel nostro territorio, un luogo che nel breve tempo ha contaminato numerose persone provenienti da storie diverse, ma accumunati dal desiderio di vedere riscattato un territorio che ha subìto l’offesa più degradante che potessero affibbiarci: quella della mafia. Siamo sempre stati convinti che la mafia si sconfigge attraverso l’attivazione di un processo democratico e trasparente che coinvolga tutte le forze sane presenti. Abbiamo notato come il Commissariamento sia stato debole con i forti e forte con i deboli. E per questo motivo, pur consapevoli della necessità di resettare un territorio delicato come il nostro, abbiamo ritenuto opportuno e giusto gridare il nostro disappunto su scelte compiute dal Commissariamento che hanno provocato l’uccisione anche di realtà sane che avrebbero potuto essere forti alleati contro la mafia.
Ci è fortemente dispiaciuto constatare che le nostre iniziative politiche siano state oggetto di forte critica, mai espressa democraticamente attraverso un dialogo sincero e collaborativo. Critica che paradossalmente proveniva da chi ha ingenuamente sostenuto quell’esperienza politica e amministrativa che è stata sciolta per mafia.
Di solito gli avversari politici dovrebbero essere individuati nei partiti antagonisti a quello di cui si fa parte e non negli stessi compagni di partito. Di solito alle intenzioni di unità e di collaborazione dovrebbero corrispondere altrettante azioni coerenti e lineari con quanto si professa. Invece qualcuno ha ritenuto opportuno puntare il dito sulla nostra sezione Berlinguer e giocare al massacro pur professando in altre sedi continue richieste di unità.
Si sono posti veti personali su scelte che la sezione democraticamente ha fatto, obbligando i nostri militanti a fare passi indietro incomprensibili. Si sono innescati comportamenti aggressivi nei confronti di compagni e compagne durante i numerosi  tentativi di chiarimento politico. Sono stati pubblicati comunicati stampa a nome di tutta Sinistra Italiana X Municipio senza essere stati condivisi.
I nostri obbiettivi sono sempre stati: allargare il campo d’azione, coinvolgere nuove realtà, incrementare il consenso.
Comprendiamo che questo tipo di lavoro mette a rischio le rendite di posizione. Siamo coscienti che la nostra passione e il nostro lavoro possa dar fastidio perché potrebbe far emergere figure nuove, ma se l’obiettivo è quello di far eleggere i soliti, beh allora forse abbiamo sbagliato indirizzo.
Abbiamo sopportato tanto, siamo stati in silenzio a lungo perché riteniamo che la credibilità dei nostri compagni e il rispetto siano valori sui quali non si può soprassedere, ma a tutto c’è un limite.
Ci siamo sentiti ospiti indesiderati, compagni e compagne sui quali bisognava riversare ogni responsabilità per screditarli. Logiche da vecchia politica che mai pensavamo di trovare in questo soggetto politico nascente, che non ci appassionano né tantomeno ci interessano.
Per questi motivi, riteniamo inutile la nostra permanenza dentro Sinistra Italiana, poiché qualsiasi dialogo sarebbe vano perché i motivi di disaccordo non partono da posizioni politiche differenti, di fronte alle quali sarebbe anche possibile trovare dei punti in comune, ma hanno  genesi nella volontà di alcuni compagni di predominare per raggiungere le solite posizioni di “potere”, i soliti incarichi che hanno sempre avuto. Incarichi e posizioni che a noi non interessano.
Ci interessa un disegno politico, un percorso politico che sia davvero aggregante e aggregativo. Ci interessa collaborare per creare un sistema nuovo che parli ai cittadini e non alle solite quattro persone. Ci interessa fare politica con passione e anche con divertimento.
Abbiamo creato una realtà dove l’ascolto è stato più importante del parlare. Abbiamo creato un patrimonio di esperienze, di persone, di storie, che continuerà a lavorare per il nostro territorio in altre forme. Vi lasciamo alle spartizioni correntizie degli incarichi, rimettendo nelle vostre mani tutti gli incarichi affidatici.
Con dignità ci allontaniamo da un partito che ha tradito la nostra fiducia, augurandovi buon lavoro e sperando che la nostra azione estrema possa suscitare qualche riflessione a vostro vantaggio futuro.

Claudia Antolini (membro assemblea nazionale)
Sara Bartolomeo (membro assemblea nazionale)
Gianluca Cavino (membro segreteria regionale)
Roberto Ribeca (membro assemblea regionale)
Mirella Arcamone (membro segreteria area metropolitana)
Giuseppe Romeo (membro assemblea area metropolitana)
Marco Morelli (membro assemblea area metropolitana)
Alberto Petrosellini (membro assemblea area metropolitana)
e tutti gli iscritti alla sezione E. Berlinguer di Ostia.

Mirella Arcamone

redazione

Rispondi