ADDIO A SAURO BOCCHI Scompare in silenzio a Roma un personaggio che aveva la cultura nel cuore e nell’anima.

Scompare in silenzio a Roma un personaggio che aveva la cultura nel cuore e nell’anima.

Sauro Bocchi uno dei pochi e autentici galleristi che amavano veramente l’arte e gli artisti è morto in solitudine, aveva 66 anni.

Dopo qualche anno di grande sofferenza, sia attraverso un’intervento al cuore, sia per essere stato in qualche modo dimenticato da alcuni di quei critici,collezionisti e artisti che una volta, già nella sua famosa galleria al Palazzo Ricci e poi nella sua casa «Studio Bocchi»  a via del Plebiscito, erano stati  assidui frequentatori ed estimatori della sua attività culturale. L’arte e il suo ambiente riserva spesso sorprese fatte di inganni e di promesse e così Sauro che in realtà non era un vero mercante ma un amante dell’arte, dove aveva investito tutte le sue energie e il suo patrimonio, al momento del bisogno si è ritrovato solo e abbandonato a se stesso. E’ pur vero che non ha mai voluto seguire le mode imposte dalla critica o dal mercato e questo sappiamo bene che significa.

Sauro Bocchi, veniva da una ricca famiglia di imprenditori del modenese che aveva lasciato per dedicarsi allo studio della storia dell’arte al DAMS di Bologna. Il suo era un modo di fare cultura che non apparteneva a quelle sfere del commerciale, lui sapeva individuare quegli artisti che avevano una qualità eccellente, che non erano riconosciuti dall’ambiente artistico precostituito. Era arrivato a Roma negli anni ottanta e mi fu presentato da Francesca Pietracci nel 1997, subito dopo la mia Mostra a Castel Sant’Angelo e nel 1998 allestimmo una installazione nel suo Studio. Ricordo che il suo interesse era soprattutto quello di compartecipazione e di condivisione con l’artista.

Io ho avuto il privilegio di essergli amico e non solo attraverso la mia arte ma soprattutto per la sua cultura, per la sua umanità e per la sua generosità.

Nel suo “Studio” c’erano sempre avvenimenti ben mirati ad onorare o ad accogliere artisti di grande talento come ad esempio Fabio Mauri , Cloti Ricciardi, Gloria Ambrosi, Lisa Montessori etc. Nel Luglio del 2012 prima del suo intervento al cuore, Sauro presentò una bellissima collettiva all’Hara Academy qui a Roma, con opere di Fabio Mauri, Cloti Ricciardi, Dario Serra, Giorgio Cattani, Gloria Ambrosi,  Auro, Gloria Pastore, Annie Ratti, Adriano Altamira, Valerio Cassano.

Qualche giorno fa è stata l’ultima volta che l’ho incontrato l’avevo trovato molto stanco e provato da una situazione disagevole per un trasloco che doveva succedere in questi giorni, da Roma a Firenze, di cui non ne era assolutamente convinto. La casa era invasa da pacchi e scatoloni già pronti, ma evidentemente era lui che non era pronto, poiché soltanto qualche giorno dopo mi ha chiamato dall’ospedale, dov’era stato ricoverato per una supposta  polmonite, mi diceva che stava meglio, però il giorno dopo se n’è andato. Si, stava meglio, perché in qualche modo in ospedale si sentiva protetto, assistito ma in verità non voleva lasciare quella casa, non voleva andare a vivere in un castello a 10 km. da Firenze. Si, stava meglio, perché sapeva, e forse perché voleva andarsene.

Ciao caro Sauro che questo Tuo ultimo viaggio ti porti quella serenità e quella pace che tanto speravi.

Grazie di esserci stato e grazie di esserci ora con la Tua Anima per sempre.  Auro

Auro

Un pensiero riguardo “ADDIO A SAURO BOCCHI

  • 28 febbraio 2017 in 18:26
    Permalink

    Tristissimo conoscere in questo modo la conclusione della vita di un caro cugino con cui ho giocato nell’infanzia! Cugino perduto e in parte ritrovato, quando anche io abitavo a Roma, ma che non riuscivo a frequentare per tanti motivi, non ultimo il mio ritorno a Modena alla fine degli anni 80, quando lui si era appena trasferito.
    Sinceramente avrei voluto essergli vicino nel momento del bisogno, perchè non mi hai cercata? Perchè non hai mai detto nulla, perchè non hai creduto che potessi esserti di aiuto?
    Io come te, non sopportavo più di tanto tua madre; non mi perdono il fatto che sono stata più vicina a lei, nei suoi ultimi anni, che non a te! Non meritavi questa solitudine, ti volevo bene, avrei voluto potertelo manifestare.
    Chiedo a lei sig. Auro se mi può dire qualcosa d’altro di Sauro, gliene sarei grata.
    La ringrazio per essergli stato amico e per averci informato, Magda Piacentini

    Risposta

Rispondi