Come nasce Il Paese. L'informazione popolare ma non populista

Il Paese nasce dall’idea di alcuni cittadini che esiste la necessità di informarsi e discutere. I social hanno dato modo a molti di noi di esprimere le proprie opinioni, di inserire un post e commentarlo ma le informazioni sono frammentarie, parziali, appena accennate. Anche le opinioni sono sempre più inquinate dalla mancanza di un tempo di una riflessione più attenta, di chiavi di lettura dell’attualità che escano fuori dalle gabbie della grande stampa.

ilpaese-logo2aLa stampa dei grandi giornali italiani è spesso preda di gruppi industriali che la utilizzano per orientare la politica e l’opinione pubblica e abbiamo assistito nel tempo ad un progressivo depauperamento delle professionalità giornalistiche, della capacità di stare sui fatti e tra le persone. Il risultato sono prime pagine sempre più uguali, notizie frutto di semilavorati di agenzia, costanze venir meno di antenne con il territorio e con i cittadini che vivono una storia, sono all’interno di un fatto.

Lo abbiamo visto in molti episodi accaduti negli anni recenti dove Facebook o la rete sono stati il vero motore delle notizie con i giornali che hanno semplicemente rincorso qualcosa che già era.

Da questa considerazione è nata l’idea di un blog, un sito di “giornalismo partecipativo” fatto da non giornalisti e giornalisti. Una sorta di “crowdinformation” (un po’ come il crowdfounding è una raccolta fondi di massa) che raccoglie informazione e opinioni, idee e fatti che arrivano da chi li legge.

Crediamo ci sia bisogno di uno spazio di informazione e opinione “popolare” ma non populista. Un luogo di informazione per tutti, semplice, in cui si incontrano intellettuali ed esperti con normali cittadini. Crediamo che esista un “intellettuale diffuso” fatto di milioni di persone che hanno capacità, esperienza e intelligenza per dare un contributo fondamentale al nostro progetto. Magari avremo degli errori di grammatica o qualche frase contorta come esce normalmente dal linguaggio colloquiale di tutti i giorni ma avremo raccontato quello che è il nostro Paese. Non ci piace lo scandalismo, i toni alti da “capipolo” o le aggressioni verbali. Riporteremo le notizie, le opinioni e i commenti senza sconti e senza facili mediazioni.

Ma Il Paese vuole essere anche una rete di persone, avere le sue redazioni territoriali, coinvolgere i collaboratori in una esperienza collettiva di lettura e racconto della realtà e magari della sua trasformazione. Ci piacerebbe essere ovunque, in piccoli centri e nelle grandi metropoli, tra i nostri connazionali all’estero, tra chi è dovuto andare via per costruirsi una vita e tra chi è rimasto.

Il Paese è l’Italia, che non sempre è bello (vi ricordate l’appellativo “il belpaese”?) perché oltre al nostro patrimonio artistico e naturistico ha mille problemi. Un sistema industriale che esce gravemente ferito da una crisi che non finisce; una scuola e un sistema di istruzione non all’altezza con il futuro e che è scivolato negli ultimi posti OCSE; un welfare che fa acqua da tutte le parti.

Eppure Il Paese vuole raccontare ciò che accade e vorremmo che questo blog diventasse il luogo in cui chi crede nella rinascita dell’Italia si possa ritrovare. Possa ritrovarsi dalla parte del paese che produce, che lavora, che costruisce. Possa ritrovarsi per ridurre le forti disuguaglianze e le ferite.

Trovarsi per raccontare le mille iniziative presenti sui territori, sulla rete, nei luoghi di lavoro o (purtroppo) di non lavoro.

E’ per questo che Il Paese comincia oggi ad uscire e comincia oggi un percorso. Sarà una sfida rimanere online, uscire regolarmente, costruire il nostro progetto. Non ci sono finanziatori tranne chi ci scrive, non ci sono interessi, il tempo per scrivere si ruba ai nostri hobby o alla famiglia o agli amici. Tuttavia crediamo che un poco di tempo di ognuno per raccontare ciò che succede o ciò che pensa possa significare molto.

Abbiamo organizzato il blog in modo da poter accogliere i contributi e la collaborazione di chi vuole partecipare, vogliamo trasformarlo in un luogo anzitutto di partecipazione. Il blog è governato da una Direzione formata dai fondatori che fanno la supervisione e poi una redazione formata da persone che coordinano le sezioni(pagine) che via via si formeranno, queste sezioni raccoglieranno i contributi dei collaboratori sia fissi (volontari che vogliano condividere con noi il progetto), sia saltuari (volontari che inviano contributi di tanto in tanto).

Il nostro blog è indipendente, molti di noi hanno delle opinioni e non se ne vergognano. Questo blog non vuole essere e non sarà un luogo asettico e senza anima, alcuni collaboratori hanno idee chiare e questo emergerà. Altri non hanno alcun interesse per la politica, altri hanno orientamenti diversi. Siamo aperti a tutti nel rispetto del vincolo Costituzionale dell’anti-fascismo e del rispetto reciproco, del rispetto delle altre persone indipendentemente dal sesso o dall’orientamento sessuale, dalla “razza”, dalla religione. Vogliamo dare spazio a tutti, creare uno spazio di informazione comune che mette insieme le diverse facce del Paese.

Con molta fatica e umiltà partiamo in questo progetto che nei prossimi mesi cambierà migliorandosi, anche e soprattutto con la collaborazione e l’impegno dei nostri lettori che speriamo si trasformino in scrittori. Crediamo che solo raccontando e incontrando il Paese possiamo trasformarlo, in queste pagine ci confronteremo con i suoi pregi e con i suoi difetti.

La Direzione

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