Il Giappone e il Blu di Prussia. Hokusai, Hiroshige, Utamaro: cronache di un Mondo Fluttuante

Milano – Capita sia un colore a fare da ponte tra due mondi, due civiltà agli antipodi geografici, due modi di fare arte. E’ capitato al blu di Prussia: scoperto a Berlino nel 1704, iniziò a essere importato in Giappone intorno al 1829, rivoluzionando lo stile del pittore Katsushika Hokusai, maestro dell’arte serigrafica nipponica insieme a Utagawa Hiroshige e Kitagawa Utamaro.

Ed è il blu di Prussia a guidarci, come un filo di Arianna, attraverso l’arte di Hokusai, Hiroshige, Utamaro. Sono di quel colore i pannelli che incorniciano le 200 silografie policrome dei tre maestri giapponesi, provenienti dalla prestigiosa collezione del Honolulu Museum of Art ed in mostra al Palazzo Reale di Milano fino al 29 gennaio.

Gli uomini e gli animali; gli umili testimoni dell’esistenza quotidiana; la leggenda e la storia; le solennità mondane e i mestieri; tutti i paesaggi; il mare; la montagna; la foresta; il temporale; le tiepide piogge delle primavere solitarie; l’alacre vento agli angoli delle strade; la tramontana sull’aperta campagna; i volti delicati delle donne; I giochi delle concubine. Tutto questo, più il mondo dei sogni e del meraviglioso, sono i soggetti prediletti dei tre artisti per eccellenza del “Mondo Fluttuante”: l’ukiyoe.

La mostra è un viaggio nel mondo artistico e umano dei tre pittori – I paesaggi imponenti e mistici di Hokusai; le scene enigmatiche di Hiroshige; le donne di Utamaro. E’ anche un viaggio che, seguendo il fil bleu prussiano, parla di scambi e corrispondenze tra il vecchio continente e la terra del sole nascente. I tre maestri giapponesi, con le loro forme pulite e la loro capacità di cogliere le sfumature ineffabili del reale, hanno lasciato un’impronta forte e durevole tra impressionisti ed espressionisti europei, contribuendo a rivoluzionare l’arte occidentale del XIX secolo.

Come già accadde a Monet, Van Gogh, Degas, Toulouse‐Lautrec, si rimane incantati di fronte alla freschezza, la precisione e il garbo di queste opere che raffigurano una vita sospesa tra essere e non essere; capaci di cogliere il mistero dell’attimo prima del suo svanire.

Una mostra ricca, suggestiva e magistralmente curata dalla professoressa Rossella Menegazzo, è possibile visitarla fino al 29 Gennaio; poi scarlatto, verde foresta e blu di Prussia lasceranno il Palazzo Reale per ritirarsi di nuovo nei vaghi confini del Mondo Fluttuante.

 

 

 

Marta Rizi

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