Le notti di Roma. La trasgressione. I volti della città dal tramonto all’alba

Roma è una città sorprendente da tanti punti di vista. Nonostante sia un paesone, con le sue enormi differenza tra nord e sud, tra est e ovest, tra quartiere e quartiere, ha delle caratteristiche che la rendono unica. Una di queste è la notte. Di notte la città è totalmente diversa che di giorno, le differenze sono attenuate, la mancanza di luce produce profili e contorni più sfumati: Roma di notte è Roma. Ma anche le notti di Roma hanno le proprie peculiarità. Di notte la città balla, beve, può essere dolce e aggressiva. Ma soprattutto, può essere trasgressiva.
Basta fare un giro sul web per capire che a Roma c’è un mondo di trasgressione neanche tanto sommerso, avvicinabile, alla portata dei desideri e delle fantasie di tutti. E, sempre sul web, basta fare una ricerca un minimo approfondita per scoprire che è proprio a Roma che esiste un tempio della trasgressione: il Flirt Club.
In realtà non è a Roma città, ma nelle vicinanze del lago di Bracciano (poco a nord del GRA), in una posizione estremamente isolata. E’ vero quello che abbiamo letto nei vari articoli che ne parlano: non è facile arrivarci, la direzione tiene alla riservatezza. Dopo essere entrati dallo stretto cancello in ferro battuto, ci troviamo lungo un viale alberato tetro e poco illuminato che però aumenta le aspettative. Insomma, ci piace. L’accoglienza è cordiale, rilassata. Mentre prendono i dati per l’iscrizione al Club, ci guardiamo intorno. Il posto è bello, forse un po’ barocco, ma ci sembra che ogni singolo dettaglio dell’arredamento sia scelto e posizionato con gusto. Il Flirt Club è un circolo privato. Per accedere bisogna diventare soci, anche se si accede perché interessati a scriverne un articolo. Certo, ora sapranno i nostri nomi, saremo rintracciabili come persone interessate – quanto meno – a questo ambiente… Ma di che ambiente stiamo parlando?
Facciamo un passo indietro: quando abbiamo letto del Flirt Club abbiamo anche letto che è un club privè per sole coppie scambiste. Ah ecco, parliamo di questo: il mondo degli swingers, gli scambisti, i libertini – come preferiscono definirsi loro. Persone che, in coppia da più o meno anni – non importa – decidono di voler provare cosa significa condividere fantasie e realtà dei loro desideri più intimi. E il Flirt pare essere uno dei templi mondiali di questo tipo di trasgressione. A Roma. Bisogna andare.
Dopo aver terminato l’iscrizione, chi ci accoglie è il presidente del circolo, Genni, un uomo nei suoi 40 anni, elegante, dai modi affabili e lo sguardo e la tranquillità di chi ne ha viste tante. Ci fa vedere il club, che ci appare in queste istantanee: altalena, bar, sedute, camino acceso, una coppia bellissima, uno strano tavolo, vetrate, luci soffuse, una piscina interna illuminata, altre sedute, altra coppia molto bella, un acquario per fumatori, i tavoli per la cena, una scala a chiocciola strettissima, una stanza con letti a baldacchino, un’altra stanza con letti a baldacchino. L’impressione è molto positiva: sembra un resort di buona qualità, con in più un atmosfera di festa, una festa dai contorni ancora non ben definiti ma dalla quale ci aspettiamo molto.
La fauna è interessante. Genni ci spiega che molti sono romani, coppie di soci che vengono anche più volte al mese, ma che tantissimi vengono da altre regioni e anche dall’estero. Questa sera ci sono una coppia francese, una dai Paesi Bassi, una dagli Stati Uniti, una dalla Russia. Le coppie arrivano tutte insieme, quasi si fossero date l’appuntamento fuori per entrare tutte allo stesso momento. Tutte col dress code della serata – l’abbiamo anche noi – tutte belle, se non bellissime.
Al tavolo ne approfittiamo per fare conoscenza con le coppie che si sono sedute con noi. Due di Roma, una di Bologna, una dal Veneto. Coppie normali, quella insieme da 15 anni, i fidanzatini, la coppia sposata da poco, la coppia ri-sposata da poco. Storie ordinarie di rapporti di coppia. Quello che li accomuna è la voglia di condividere queste fantasie con l’altro. No menzogne, no ipocrisie, sì condivisione. E rispetto: il rispetto per l’altro, per le sue emozioni, per il suo stato d’animo è essenziale.
Dessert, caffè, bancone del bar. Quello che colpisce è che le coppie si salutano, scherzano, si annusano, per così dire, per capire se c’è il feeling necessario a proseguire quel rapporto. Ora si parla. E’ una serata estremamente rilassata e divertente. Sorprendente, lo scrivevamo all’inizio. Ci sembra anche di scorgere qualche viso conosciuto. E sì, in quel gruppo ci sono dei personaggi pubblici. Ma sono lì per divertirsi in riservatezza, come tutti gli altri. Proseguiamo le chiacchiere con i nostri nuovi amici, con qualche puntatina al bar.
Si è fatta una certa. La sala si è svuotata. C’è qualcosa nell’aria: è per questo che siamo venuti. La trasgressione è in atto, ma dove? Due coppie sono in piscina. Le due ragazze interagiscono tra loro, i due compagni le osservano da vicino. Prendiamo la scala a chiocciola e saliamo nella stanza con i letti a baldacchino. C’è tanta gente, succede quello che ci eravamo immaginati. Le persone che abbiamo conosciuto, quelle con cui abbiamo parlato, sono lì.
Genni ci spiega che qualche tempo fa un giovane sessuologo (il dott. Mollaioli, ndr) doveva fare la sua tesi di laurea su questo mondo. Tutti i dati che riguardavano l’Italia presenti su quella tesi sono stati forniti da lui, da Genni, che in tanti anni di questa vita e prima di fondare il circolo si è studiato a fondo la situazione, le provenienze, le età e le preferenze di chi lo frequenta. Ci dice che il mondo della trasgressione a Roma esiste da anni, che il club non ha fatto altro che intercettare il desiderio di tante coppie di avere un posto dedicato ad esse, senza l’assillo di tanti singoli e curiosi presenti in tutti gli altri club. A noi sembra un’operazione riuscita. Restiamo fino alla fine della serata. Sono le 4 passate. Sui volti dei soci non c’è stanchezza, non c’è ansia, solo grandi sorrisi, qualche occhiolino. Forse un po’ di rimmel sciolto qua e là. Ma sembrano tutti contenti. Alcuni dei soci ci hanno parlato di feste private trasgressive, altri delle loro fantasie verso il mondo del BDSM (acronimo per Bondage Dominazione Sadismo Masochismo), altri di Poliamore. Insomma si aprono scenari non nuovi, ma che passano dalle fantasie e dai termini che si trovano su Wikipedia, ad una realtà tangibile, fatta di volti e voci.
E’ quasi l’alba, cominciamo a sentire la stanchezza, ma la serata ci lascia il desiderio di vedere quanto ancora questa città può riuscire a sorprenderci. Genni ci propone di ritornare in estate, quando il club apre anche di giorno e diventa villaggio naturista. E la cosa ci intriga, vista la bellissima piscina con tanto di trampolino sita al centro dell’enorme giardino. Ma vorremmo riprovarci anche prima, magari seguendo uno degli scenari aperti durante la serata.
Le auto lasciano il parcheggio. Notiamo che le coppie hanno ripreso gli abiti civili, dal tacco 12 si è passati alle sneakers, dalla giacca al maglione. Ci rimettiamo in auto anche noi, con il sorriso di chi ha vissuto una notte unica e ancora si chiede: ma che è successo?

Geronimo Bosco

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