Le notti di Roma. Una notte al guinzaglio. I volti della città dal tramonto all’alba

  La serata passata nel tempio degli swinger ci aveva lasciato la curiosità verso tutti questi mondi alternativi all’uso comune, che abbiamo scoperto essere più diffusi di quanto si è portati a credere.

La seconda tappa del nostro viaggio nella Roma notturna, ci ha portati a scoprire il mondo del fetish.

Sul web, e in particolare sui social, ci sono diverse pagine dedicate all’argomento fetish e bdsm (bondage dominazione sadismo masochismo). Cerco informazioni per capire se si tratta di piccole comunità e di gruppi di una certa entità.

Poi un’amica (nome in codice Mila) mi parla di una serie di feste che sembrano molto in voga, al momento. E’ interessante il fatto che si tratti di un’amica e non di un amico. Una giovane donna che frequenta un ambiente fetish. Le chiedo cosa la attrae di questo mondo e mi dice che le piace andare ad una festa dove poter sfoggiare abiti goth, che adora, e dove ognuno dà sfogo alla propria creatività senza temere di essere giudicato.

Cerco sul web: si tratta di Revolution Party, una serie di eventi a cadenza mensile che si svolgono a Roma in varie location. Mi metto quindi in contatto con gli organizzatori. René, uno di loro, mi dice che è una festa nata da meno di un anno e che è cresciuta molto arrivando alle 400 persone a serata con una presenza maggioritaria di donne. Ecco, Mila è una di queste donne che frequentano in maggioranza queste feste fetish. Sono sempre più curioso. Voglio capire esattamente di cosa si tratta. Così decido di andare all’evento che verrà di sabato sera, dove è richiesto un look fetish: ma come devo vestirmi esattamente? Io non ho abiti in latex, né catene, sono in difficoltà. Chiamo Mila che mi rassicura: l’abbigliamento basic da uomo per una festa fetish è t-shirt scura e pantalone militare. Bene, possiamo farcela.

Arriviamo nel parcheggio della discoteca intorno a mezzanotte. Ci sono gruppi di ragazzi e ragazze vestiti in modo originale che si salutano, si parlano, scherzano, finiscono i preparativi del look. Noto l’età: la media per le donne è di 25, per gli uomini poco più. Noi siamo pronti: Mila questa sera ha osato un abbigliamento che va oltre il goth: una tuta aderentissima in latex nero, che le lascia scoperte le spalle. Mi guarda sorridendo e mi porge un guinzaglio: “vorrei che mi portassi alla festa così”. Va bene.

                                                  Legatura di MaestroBD

La location è una discoteca; all’entrata ci riceve una ragazza che indossa delle ali luminose. Attraversiamo tutta la pista e troviamo un’area, un dungeon nel temine tecnico, tutta adibita con i macchinari per i giochi e le “torture” (c’è l’area wax, dove si utilizza la cera calda sulla pelle, l’area del wipping, dove sono di casa le frustate, l’area del tickling, dove si solletica, una strana altalena con lacci e costrizioni varie – poi mi dir
anno che è la trampling swing, un’esclusiva del party).

Mila è sicuramente più a suo agio di me ed è bellissima nella sua tuta in latex. Mi cammina sempre qualche passo avanti, tanto che sembra lei a portare me al guinzaglio e non viceversa. Saluta degli amici, abbraccia e bacia con affetto delle amiche. Io mi guardo intorno e sono incuriosito da alcune ragazze che ballano e camminano al lato della pista da ballo, in un’area ben circoscritta: mi avvicino e mi accorgo che stanno calpestando alcuni volontari (Mila mi spiega che è l’area del trampling, dove uomini amano fare da tappetino). Finalmente apre l’area FemDom, un’area tutta al femminile, o meglio un’area dove le donne sono dominanti e dove gli uomini possono entrare ma solo a patto che si mettano a servizio delle donne. Il maschio in adorazione sottomessa alla femmina: che sia perché adori i suoi piedi o perché voglia essere utilizzato come “zerbino” o più semplicemente le voglia offrire da bere, poco importa.

Quello che invece è importante è che non si travalichino i ruoli: se la donna lo consente, l’uomo può arrivare a toccarle i piedi, ma mai andare sopra al ginocchio, e non è concesso chiedere numeri di telefono.

Incontro René, questa volta insieme a Masha, anche lei organizzatrice delle feste. Mi spiegano che loro non la vivono come festa trasgressiva, piuttosto come luogo dove potersi esprimere in piena libertà: ci sono regole che nessuno prevarica ed è per questo che ci si sente liberi. Entro quelle regole ognuno ha i suoi spazi. La selezione è rigida e non si fa per censo: tutti vengono contattati personalmente e a quelli che arrivano per la prima volta viene spiegato tutto all’ingresso. “E se qualcuno osa non rispettare le regole di questo mondo, viene accompagnato alla porta e non potrà più entrare”. Renè e Masha tengono a sottolineare che le loro feste hanno riportato il fetish a quello che era un tempo, “una festa emozionale e non d’elite. Chi partecipa sa che viene in un ambiente protetto, rispettoso e allegro, dove il 60% di media dei partecipanti è di sesso femminile. Ed è forte anche la partecipazione della comunità LGBT, che arriva ormai al 10%. E dove è facile la socializzazione: non è un caso se in 8 mesi di feste si siano create 22 coppie”. La cosa, in effetti, è sorprendente.

Mentre parliamo la mia attenzione è richiamata da quello che sta succedendo sul palco, dove un esperto del bondage, Maestro BD, sta realizzando una legatura ad una ragazza appesa su un telaio di metallo (The Qube).

Al bar, chiedo ad una coppia se è la prima volta. Sono entrambi mascherati, lei tiene lui al guinzaglio. E’ lei che risponde, lui da buon schiavo rispetta il suo ruolo: ora che ci penso è lei che beve qualcosa, lui resta indietro, in disparte. Mi dice che è la loro seconda volta lì, che però si conoscono da tempo e che hanno una relazione esclusiva di mistress e slave. Cerco di approfondire: non hanno una relazione tradizionale, nel senso che al di là di quel rapporto di dominazione/sottomissione ognuno fa vita propria. Sono lì perché volevano (cioè lei immagino e lui di conseguenza, se resta nel ruolo) vivere questo rapporto in mezzo a persone come loro. In effetti c’è un po’ di tutto. Persone che sono lì a ballare, tutti molto attenti al look, persone attratte da e praticanti i feticismi più particolari – da quello per gli abiti goth al piede, al solletico e via dicendo – e persone che sono invece più dentro al mondo del bdsm e dove le pratiche sono più specifiche e vanno dal bondage alla sottomissione volontaria, passando per “torture” sublimi, come la cera calda sulla pelle o le frustate sulle natiche. Mondi diversi che si intersecano.

Mila ormai si è tolta il guinzaglio ed è in pista che balla con i suoi amici. Mi invita a raggiungerla e io lo faccio volentieri. Si divertono, danzano, ridono. E io con loro. Alla fine mi sembra che tutti siano rilassati, ognuno nel suo ruolo. Ci sono differenze di età e di provenienza sociale e geografica, ma sembra non importi nulla a nessuno. Si è lì tutti per partecipare ad una festa. Quando lasciamo il locale è parecchio tardi, io comincio ad accusare la stanchezza. Mila è ancora piena di energia, si è divertita e in macchina mi chiede se voglio accompagnarla anche la prossima volta “ma lasciamo stare ‘sta cosa del guinzaglio – conclude con un sorriso – non fa per te”.

Geronimo Bosco

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