Lettera aperta alle Studentesse e agli Studenti dell’Università di Tor Vergata Riceviamo e pubblichiamo una lettera dai lettori

Art. 17 della Costituzione della Repubblica – I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Cara Studentessa, caro Studente, ci rivolgiamo a te in questa forma un po’ inconsueta della Lettera perché al “Comitato per il NO” dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ è stato impedito l’uso delle aule per tenere delle assemblee, libere, aperte, democratiche per illustrare i problemi del referendum e discuterne tutti insieme faccia a faccia. 

La negazione di un diritto sancito dalla nostra Costituzione (quello di riunione) è stato motivato dalle Autorità accademiche di ‘Tor Vergata’ con il più surreale dei pretesti: che la nostra assemblea avrebbe violato…la par condicio.  Sì, hai letto bene. La par condicio non è violata se le Tv ospitano Renzi in tutte le sedi e in tutte le ore (di norma senza contraddittorio), e neppure se la Rai trasmette in diretta il comizio di Renzi, e neppure se il Ministro Boschi gira fra gli Italiani all’estero (a spese nostre, cioè in quanto Ministro) per propagandare senza contraddittorio la legge sua (e di Verdini), e neppure se Renzi spedisce (a spese nostre?) milioni di lettere a casa usando quegli indirizzi che il suo Governo si è rifiutato di fornire anche ai Comitati per il NO. La par condicio non è violata dal fatto che siano schierati tutti per Renzi-Boschi-Verdini la Confindustria, la Banca, tutta intera la “casta” dei nominati dal Governo, i “giornaloni”, la Merkel e… l’Ambasciatore americano in Italia (che tratta il nostro Paese come l’ultima delle sue colonie). La par condicio non è violata nemmeno se il Rettore Novelli firma a sostegno del Sì con tanto di carica accademica (dunque a nome dell’intera nostra Università) e naturalmente senza averci consultato.  No, per le nostre Autorità tutto questo non viola la par condicio; ma la par condicio sarebbe violata se alcune assemblee del “Comitato per il NO”, aperte a tutti, si svolgessero nelle nostre aule. Veramente ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Ma perché questa violazione della democrazia (che si è riprodotta anche nell’altra Università governativa, RomaTre, dove è stata impedita un’assemblea con l’ex Giudice Imposimato) ci sembra tanto grave? Per due motivi. Anzitutto abbiamo – in piccolo – nella nostra Università un anticipo di cosa sarebbe l’Italia se vincesse Renzi: “un uomo solo al comando”, che decide tutto, con arroganza, infischiandosene delle regole e dei diritti. Lo abbiamo già provato con l’incremento del precariato grazie al jobs act e con i continui colpi portati dal Governo all’Università e al Diritto allo studio. Noi non dobbiamo più permettere che il nostro Paese sia gestito come è stata gestita la nostra Università dal rettore Novelli. In secondo luogo perché le limitazioni della democrazia e il monopolio dei mass media da parte del Governo e dei “poteri forti” che lo sostengono servono a impedire che si conosca la vera natura delle cosiddetta “riforma” della nostra Costituzione e che possano essere smentite le bugie che Renzi e i suoi vanno spandendo a piene mani. Per questo ti chiediamo anzitutto, cara Studentessa e caro Studente, di leggere per intero il testo dell’obbrobrio che cercano di imporci (collegati per questo a: http://www.referendumcostituzionale.online/), e di non affidarti all’interrogativo che troverai stampato sulla scheda, che è un interrogativo falso, truffaldino e assolutamente di parte.

Noi nello spazio di una lettera possiamo smentire soltanto alcune delle tante bugie di Renzi.1) Non è affatto vero che non ci sia più la legge elettorale cosiddetta “Italicum”; quella legge, votata e difesa dal Governo Renzi, è ancora in vigore (c’è solo un generico impegno a cambiarla preso dall’Esecutivo del PD, un impegno a cui può credere solo…un Cuperlo). Con quella legge elettorale Renzi o chi per lui, grazie al “premio di maggioranza” (anzi: …di minoranza) può “prendersi tutto” anche con il 20% dei voti (pari a meno del 10% dei cittadini) ed eleggersi poi il Presidente della Repubblica, la Corte costituzionale, cambiare la Costituzione come vorrà, etc. Solo se vince il NO siamo sicuri che anche l’ “Italicum” sia soppresso.2) Non è affatto vero che la democrazia non sia toccata dalla legge Renzi-Boschi-Verdini: in realtà si passerebbe da una Repubblica parlamentare a una Repubblica del “capo” e del Partito-unico, in cui il Parlamento non conterebbe più (il Governo potrebbe dettargli perfino i tempi, vedi l’art.72, settimo comma, che è copiato da Mussolini), mentre le Regioni sarebbero scavalcate per tutte le questioni che il Governo deciderà (tipo inceneritori, trivelle, Ponte sullo stretto, TAV o altre schifezze). Fra i poteri che vogliono centralizzare c’è anche l’indirizzo della ricerca scientifica (art.117, punto n), alla faccia dell’art.33 della nostra Costituzione che garantisce l’autonomia dell’Università e la sua libertà. 3) Non è affatto vero che la “riforma” abolisce il Senato: abolisce solo la possibilità per il popolo di eleggere il Senato! Lo nomineranno i Consigli regionali (cioè i partiti) fra i Consiglieri regionali e i Sindaci (in carica!) dando ai loro nominati una bella immunita parlamentare, che può sempre servire. Inoltre il Senato sarebbe nominato con regole assurde, ad es. 2 senatori per Regioni come le Marche o l’Abruzzo, 2 ciascuno per Bolzano e per Trento; e sarà una specie di albergo ad ore, “gente che va, gente che viene”: i 5 senatori nominati dal Presidente decadranno ogni sette anni, gli altri decadranno quando cesseranno di essere Consiglieri o Sindaci (art.66). Per tutti sarà un “secondo lavoro”. E si sono scordati di dire che fine faranno gli attuali Senatori a vita…Un tale Senato avrà tuttavia competenze importantissime (come la legislazione europea e la stessa Costituzione). 4) Lo sbandierato risparmio è ridicolo: 47 milioni di euro in un Paese che, nel 2017, spenderà 23 miliardi di euro per gli armamenti. Un solo aereo da guerra F-16 costa 27 milioni di euro. I Gruppi parlamentari del PD che firmano sui nostri autobus i demagogici annunci elettorali sulla riduzione delle spese per la politica sono gli stessi che hanno impedito (poche settimane fa) l’approvazione di una Legge che con un solo articolo faceva risparmiare, e subito, 71 milioni di euro: “Sono dimezzati gli stipendi dei Deputati e dei Senatori”. Che faccia tosta!E tanto per capire l’idea di democrazia di Renzi e della sua “riforma”: il numero di firme necessarie per una proposta di legge di iniziativa popolare è portato da 50.000 a 150.000, quelle necessarie per poter indire un referendum da 500.000 a 800.000 (art. 75 quarto comma) in modo che solo i partiti e i grandi potentati siano in grado di raggiugerle.5) Non è affatto vero che la “riforma” della Costituzione fosse la cosa più desiderata dagli Italiani. Nessuno l’ha mai proposta agli elettori Italiani, anzi nel “Manifesto” del PD c’era semmai l’impegno a non cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza. Solo la Banca J.P. Morgan (sì, proprio quella a cui Renzi sta regalando miliardi con l’affaire Monte dei Paschi di Siena!) aveva comandato di cambiare le Costituzioni del Sud d’Europa perché troppo antifasciste e troppo garantiste rispetto al lavoro e ai conflitti sociali: e Renzi ubbidisce. Il Parlamento in carica è stato eletto con una Legge elettorale (il cosiddetto “Porcellum”) dichiarata anticostituzionale dalla Corte, per il suo assurdo “premio di maggioranza” senza il quale Renzi non sarebbe al Governo; ebbene proprio un tale Parlamento si è permesso di cambiare 46 articoli su 139 (insomma: a fare una diversa Costituzione) senza nessun mandato popolare. 6) Non è affatto vero che così “si semplifica”. Il Senato può chiedere di riesaminare qualsiasi legge se lo richiede un terzo dei suoi membri, e ci sono ben sette tipi diversi di leggi da dividersi fra Camera e Senato a seconda dell’argomento. I casi dubbi o i contenziosi li risolveranno…”d’intesa fra loro” i Presidenti di Camera e Senato. Roba da matti: e se saranno di orientamento politico diverso? Sarà un continuo ricorrere alla Corte costituzionale allungando i tempi di tutto e incasinando definitivamente la vita democratica dell’Italia. E se qualcuno avesse dei dubbi sul carattere delirante della “riforma” Renzi-Boschi-Verdini lo preghiamo di voler leggere almeno l’art.70.
Cara Studentessa e caro Studente, noi non ti chiediamo solo di votare NO, ti chiediamo di fare molto di più: ti chiediamo di difendere la democrazia italiana e la sua Costituzione.  Tu, proprio tu, puoi fare davvero molto, e puoi essere decisiva/o. Puoi informarti in prima persona e leggere per intero il testo che sei chiamato a votare senza credere alle bugie di Renzi, puoi informare i tuoi Colleghi e le tue Colleghe e combattere ogni tentazione astensionista (aiutando a far votare i fuori-sede), e puoi informare (è molto importante!) i tuoi parenti, specie quelli più anziani che sono più esposti alla televisione e al terrorismo mediatico del Governo.  Puoi anche, se condividi il NO, collegarti alla nostra pagina face-book                                                                                 (https://www.facebook.com/comitatonotorvergata/)scrivere i tuoi pareri, aiutarci a rendere “virali” i contenuti del NO fra quelli che conosci, inventarti e praticare nuovi modi di informazione e propaganda. Le nostre generazioni hanno ereditato – nonostante tutto – dalle generazioni precedenti quel po’ di democrazia che c’è nel nostro Paese. Non deve accadere che la prossima generazione erediti da noi  un nuovo regime Renzi-Boschi-Verdini!
Il Comitato per il NO dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’

Giancarlo Pirrone

Redazione

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