“Perchè Voto NO” da Napoli l'intervento di due educatori sul tema del referendum

Io Voto NO per il merito della riforma e non contro Renzi.

Io voto NO perché mi piace la bicamerale, come luogo deputato dove eventualmente si discuta di queste riforme; anzi voto NO perche’ mi piacciono ambedue le due Camere, e mi piacciono finanche le lunghe, molto democratiche navette tra le due Camere ben relazionate tra loro e con i cittadini tutti, navette che rappresentino con pienezza di tutele tutti i cittadini, e che ne riportino i desiderata in entrambe le Camere, perche’si traducano in leggi.

Io voto NO perche’ non credo che vadano scaricate su di noi cittadini comuni e a volte distratti da faccende quotidiane, su di noi che ci occupiamo di altri problemi e non di quelli tecnici sulla Costituzione, le incompetenze e i disaccordi dei politici, e perche’ se essi vogliono davvero ridurre i costi della politica, in realta’ devono solo ridursi lo stipendio, cosa che ancora pochi giorni fa non si è potuta fare in Parlamento.

E per esser chiari: io voto NO e sarei contrario a questa riforma anche se essa portasse al potere il parlamento e il governo più affini al mio sentire, e cio’ perché le Costituzioni sono le regole del gioco, e non le stampelle di un giocatore o di una delle squadre in campo.

Oppure forse, dovremmo cambiare la splendida e garantista Costituzione nata dalla Resistenza solo per farci belli agli occhi del mondo della finanza internazionale?

Non credo affatto, in quanto le Costituzioni sono la garanzia e le tutele per il popolo!

A me infatti piace invece a questo proposito ricordare il periodo di pace e sicurezza creatosi in Italia grazie proprio a questa, e non ad un’altra Costituzione, ovvero grazie a una Costituzione che nasce proprio dalla lotta al fascismo.

Come lavoratori infatti, e come lavoratori della scuola in particolare, noi da sempre chiediamo per tutti i cittadini tutele costituzionali cosi’ come investimenti pubblici, non solo per continuare a poter tutti avere le giuste ed eque tutele che garantiscano tutti equamente, ma soprattutto perché a tutti si possano fornire servizi pubblici gratuiti e perche’ si possa creare lavoro! Non vogliamo rischiare che questi investimenti, questi soldi, ci siano tolti, e attraverso le banche e la finanza regalati solo ad amici e parenti del governante di turno; il quale invece, mi piace ricordarlo, è proprio grazie alla Costituzione che è solo di turno e solo temporaneamente al potere, e lo è per il bene del popolo e in maniera equilibratamente controbilanciata da altri poteri, anche territoriali e degli Enti Locali.

Anzi per meglio dire dovrebbe, esserlo solo temporaneamente; e dovrebbe esserlo in maniera equilibrata ovvero dovrebbe esserlo proprio per il bene comune, ovvero non per il bene di pochi.

Infatti poi per noi cittadini e lavoratori, e  per quanto ci riguarda poi in particolare per noi lavoratori della scuola, dopo questa pessima legge sulla scuola che ci fa trattare solo da sudditi e non più da cittadini lavoratori, e che ci obbliga a formare piccoli robot non pensanti ovvero a forgiare futuri servi acritici nelle nostre scuole, non vogliamo affatto una legge della pessima Costituzione, che solo sancisca anche fuori delle scuole e infine per noi cittadini tutti l’essere solo sudditi e servi.

La scuola e l’educazione infatti, sono invece l’arma, lo strumento e il baluardo perché si possa tutti crescere e formarsi democraticamente nella libertà, nella sicurezza e nella pace ed è a questi valori costituzionali e democratici che noi educatori e docenti nella scuola vogliamo formare i nostri studenti, che sono e dovranno poter ancora essere i liberi e pensanti cittadini del domani.

Educatori

Vittorio Balestrieri

Antonio D’Auria

 

Vittorio Balestrieri Antonio D'Auria

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